Erroneamente si è ritenuto che questo edificio, detto  Casa di Martino V, fosse quello dove il papa colonnese nacque, contestandolo, fra l'altro la sua costruzione, che è posteriore a quella data.

Di stile aragonese fu opera eseguita dalle maestranze italo-spagnole, le quali, come elementi costruttivi, usavano quelli di arte moresca, di cui la Spagna è ricca. Il portale ad arco ribassato evidentemente lo dimostra.

Tale stile fiorì nella primavera del sec. XV, e si diffuse specialmente nell'Italia meridionale, allorché Alfonso D'Aragona regnava a Napoli.

Con molta probabilità a Genazzano lo introdusse Casanova d'Aragona dell'ordine dei Predicatori, vescovo elvense, da Martino V creato cardinale, il quale, compiacendosi nostalgicamente dello stile della sua nazione, lo preferì per l'erezione di questa casa, che avrebbe abitato nella stagione estiva, quando vi veniva al seguito di Martino V.

Dalla casa del cardinale, e dalle stesse maestranze, quegli elementi stilistici si diffusero in tanti altri fabbricati del paese che si rinnovava, dandogli un'impronta speciale.

L'altro prospetto rivolto a settentrione,  ha al primo piano una sola bifora, ma più grande e più ornata delle altre, con la consueta colonnina sorregente gli archetti a sesto tondo e gli introdossi trilobati, contornata da una larga fascia con fregio ornamentale che, salendo fino alla sommità originale, incornicia il più bel rosone della finestra.

 

Pure una sola piccola finestra ad archetto, simile a quelle del primo prospetto, con le quali è in linea, si apre al secondo piano sotto il timpano del tetto, il quale, già fatto per ragione utilitaria più elevato della sua originaria altezza, toglie all'edificio quella più pacata e perfetta compostezza di proporzione, che lo rendevano più ammirabile, né al Giovenale fu lecito riparare allo sconcio.

L'interno a pochi ambienti e a semplice scompartimento, si addiceva pertanto a un porporato e  famigliari.

La Casa Aragonese in origine era tutta a graffiti, e i pochi che ne restano sotto l'intonaco antico vicino alla grondaia, ne testimoniano di più la bellezza.
Ma avendo le mostre del portale e delle finestre scolpite su tufo locale di color giallo e di minore resistenza, non ha potuto non soffrire delle ingiurie del tempo.

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