Il Ninfeo è il primo monumento che si incontra salendo verso Genazzano, fuori dell'abitato, e presso il piazzale della porta romana, a sud-est.

Esso è una rievocazione umanistica dei ninfei delle ville romane nato da una tradizione delle acque salutari che vi sgorgano dappresso, utilizzate come bagni e anche come bevute fin dall'antichità, quando la nostra villa era frequentata dagli imperatori romani. La tradizione non si spense con l'abbandono della villa da parte degli imperatori.

Fu costruito tra il 1501 e il 1503 sotto il papato di Alessandro Borgia o più probabilmente fu eseguito su commissione del cardinale Pompeo Colonna tra il 1507 e il 1511.

Oggi l'edificio è riconosciuto unanimemente quale singolare monumento rinascimentale attribuibile a Donato Bramante.
Il Ninfeo col prospetto principale si presenta volto ad oriente.
L'ornato  dominante sono le conchiglie in ogni punto.

La  facciata esteriore presenta tre archi: quello di mezzo sostenuto da due colonne incastrate, gli altri due cerchi estremi sono sostenuti da piloni.

I tre archi presentano una platea, alla cui sinistra vi è la porta del rotondo cratere dei bagni. Le sue mura cilindriche si alzano al punto di contenere quattro nicchie per le Divinità tutelari delle acque.  A questa prima platea succede la seconda alquanto più alta. Altri tre archi eguali ai primi ne danno l'ingresso, ma ognuno di essi è interrotto da due colonne distaccate dai pilastrini degli archi, e congiunte soltanto nel  cornicione della imposta.

 

Le colonne raggiungono un arco stretto, ma l'intervallo che restringe l'arco è traforato da sei tondi finestrini, che diffondono la luce eguale a tutte le parti. Domina  tutta l'opera l'ordine dorico; ma le dimensioni e membrature sono oltremodo arbitrarie. All'arco di mezzo in fondo di questa seconda platea compare un'ampia nicchia interrotta da altre piccolissime, adattata molto bene ad una statua di Venere e suoi cupidi.

 

Alla parete sinistra vi è una finestra, che  corrisponde al cratere del bagno. Innanzi la facciata, esteriore dell'edificio vi è un suolo atto ad ogni ornato giardino, ed al presente un orto assai pingue. Alla distanza di pochi passi scorre un ruscello, che dopo il corso di circa un quarto di miglio era tenuto da un argine. 


Gallery: Ninfeo Bramante

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