Il palazzo Colonnese, quale oggi ci si mostra è certamente il castello dell'alto medioevo. Della primitiva sua forma costruttiva  ci rimane tuttavia una rappresentazione, che si può osservare sul piano di sfondo dell'affresco  del S.S. Crocifisso che si venera nella nostra chiesa di S.Maria, dove il castello è riprodotto, pensiamo anche fedelmente, se il pittore non ha trascurato di profilarvi, dettagli preziosi e riconoscibili, tutte le altre costruzioni caratteristiche del paese.
Vi, appare (non diversamente dagli schemi e dalle norme che ai castelli dell'alto medioevo si assegnavano, indicatici dagli atti di connessione che gli enti facevano a chi ne riceveva l'investitura) un gran masso, scavato a forma quadrilatera nel punto più elevato della collina tufacea di Genazzano, isolato con valli profondi e contraf-forti poderosi a guisa di bastioni, e culminate in una vasta platea o piazza.
Ai quattro angoli di questa platea si ergono le alte torri pure quadrilatere, una per ogni angolo. La platea, già per l'altezza inaccessibile, poteva così adunare molti uomini a difesa, mentre le torri servivano di abitazioni, caserme, uffici, granai del Signore che dominava e dei vassalli soggetti, e all'occorrenza, asserragliandovisi, permettevano una più valida e prolungata difesa.
Abbattendo parte del vecchio castello, e lasciandone parte in piedi, detto di poi il "castelluccio", per uso dei suoi ministri, dette avvio alla costruzione dell'attuale mole castellana, opera veramente gigantesca, che più secoli è stata l'ammirazione di quanti l'hanno visitata.

Sorge essa sulla parte superiore del paese su pianta quadrilatera, opera forse di maestranze lombarde, chiamate a Roma da Martino V , su tipo architettonico tra il civile ed il militare, Caratteristica speciale delle loro opere. Essa doveva costituire un baluardo, per i suoi tempi, inespugnabile.

Gli angoli sporgenti nei quattro formati da mirabili speroni a guisa di contrafforti gli danno tale aspetto, e la parte occidentale deve essere stata edificata in tempo relativamente breve se lo stesso papa potè abitarla, compiervi solenni atti del suo pontificato, e ricevervi insigni porporati, ed ambascerie e delegati, tra i quali il 1 agosto del 1426 Antonio da Collerio che a nome di Giovanni conte d'Armagnac abiurò nella mani del Pontefice, presenti alcuni cardinali, lo scisma a cui  quegli aveva aderito.  Sono notevoli, in questa parte, 1e finestre a crociera, così dette guelfe, probabile importazione Avignonese.
La parte orientale del palazzo, di audace  costruzione e di meravigliosa altezza, fu compiuta dal Duca Valentino Borgia.
La parte settentrionale invece alcuni anni dopo fu compiuta da Prospero e Marcantonio Colonna col concorso del popolo di Genazzano di altre comunità loro soggette; e, ad opera compiuta, ne risultò un tutto armonico di mirabile struttura. Questa parte formata da un gran loggiato, i cui archi, sorretti da eleganti piedritti, danno al Castello un insieme assai pittoresco. Sulle pareti  dello stesso loggiato vi furono fatti dipingere prospetticamente tutti i castelli de' Colonnesi dipendenti da quello di Genazzano. Una porta, con antica saracinesca, vi si apre al di sotto e questa comunica col bellissimo e ardito ponte intercomunicante coll'antico parco del castello.
Nel mezzo del baronale edificio, si presenta uno spazioso cortile, chiuso a mezzogiorno da un grandioso loggiato pensile coronato da un'elegante balaustra del secolo XVII, e nell'estremità occidentale del muro di sostegno, si apre un robusto portone in travertino che dall'esterno è in diretta comunicazione del solido ponte che unisce il palazzo al paese e nell'interno dà accesso al palazzo ed al detto cortile. Una bella facciata con ordini architettonici e colonne di granito, provenienti dalla Villa Imperiale, decora con piacevole effetto il fondo del cortile. Essa fu fatta costruire dal cardinale Girolamo Colonna, figlio del Gran Contestabile Filippo. Un fregio in mosaico ricorrente sulla facciata ricorda il nome del porporato Colonnese.

Nel mezzo del cortile vi è una fontana marmorea, e un pozzo ottagonale, destinato senza dubbio ad attingere acqua in caso di assedio con altorilievi dello stemma Colonnese e sirena.
L'interno del palazzo ha grandi appartamenti con ampi saloni destinati a ricevimenti ed a principesche cerimonie. Il più grande salone, di vaste dimensioni, è nell'appartamento di Martino V, e dicesi appunto " Sala di Papa Martino ". Degna di esser visitata è la cappella gentilizia, posta alla parte orientale del palazzo, decorata di bellissimi affreschi.

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